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Bussola della Trasparenza

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Storia

Su un'altura pianeggiante, che si eleva tra spaventevoli abissi, giace Umbriatico (Crotone), erede della città Magnogreca di Bristacia (700 a.C.) e della città vescovile di Paternum (431). Il territorio è noto fin dall'epoca della civiltà pre-ellenica. Infatti fu questo la " Chonia ", denominazione che ora indica soltanto la contrada ricca di resti archeologici, detta " La Cona ", compresa tra i comuni di Umbriatico, Pallagorio, Verzino e Savelli.
Questa città, che assunse nel tempo varie e successive denominazioni, offriva sicuro asilo alle genti dei paesi vicini durante le diverse invasioni e soprattutto nel periodo del brigantaggio.
A Nord Ovest un ristrettissimo tratto di roccia, sul quale Ë stato costruito un grande viadotto a nove, luci, collega Umbriatico alle pendici dello storico monte Tigano, cosparso ancora di diversi ruderi di muri eretti da Annibale Barca unitamente ai , Bruzii (215 a.C.).
Questi ruderi (mura di cinta della fortezza) partendo dall'orlo di un abisso, risalgono il monte fino alla sommità, dove è ancora visibile un serbatoio destinato a raccogliere le acque piovane. Nel passato essi proseguivano sul versante opposto, fino al greto del torrente Bono che scorre sinuoso tra dirupi.
I Bruzii, indignati dalla tracotanza dei Romani, che invasero questa storica contrada per razziare giovani e mandarli sulle loro galere, si allearono ad Annibale e Bristacia, roccaforte naturale, divenne la fortezza di questi contro Roma.
Nel 213 a.C. i Bruzii, assistiti da Annone, generale cartaginese, tolsero a Roma Crotone, così Annibale aprì le porte sul mare verso Cartagine.
Nello stesso tempo un esercito romano, guidato da Lucio Pomponio, marciò su Bristacia, ma venne messo in fuga dal presidio. Da Bristacia nel 206 a.C. mosse Annibale per tendere insidie ai soldati di Claudio Flaminio, che scendeva con due Legioni da Taranto per portare rinforzi alle truppe che assediavano Locri. I Romani ebbero 2.000 morti e 1.500 prigionieri.
Da qui mosse Annibale nell'estate del 205 a.C. per correre in aiuto di Amilcare assediato in Locri dal Pretore Flaminio. Qui ritornò Annibale dopo la caduta di Locri e da qui ancora si mosse contro le truppe di Sempronio nel 204 a.C. e le respinse tra il territorio di Bristacia e quello di Crotone. Ad Annibale nel 204 a.C. non restava altro che il ristretto territorio della Crotonitide. Dopo avere comandato la distruzione di Thuri, Annibale restò in attesa di aiuti dalla madre-patria nella fortezza di Bristacia.
Partito Annibale alla volta di Cartagine in pericolo, assalita dai Romani, le legioni di questi piombarono su Bristacia e, divelte le mura della fortezza, rastrellarono tutti grandi e piccoli senza distinzione di sesso e li massacrarono sulla pianura antistante le mura della fortezza, abbandonando i corpi agli avvoltoi. I resti vennero successivamente ammucchiati in fosse comuni, recentemente scoperte durante i lavori della strada provinciale 85.

L’Antica Cinta Muraria:
Paolo Orsi, uno dei più grandi archeologi italiani di tutti i tempi, discorrendo dell'enorme patrimonio archeologico calabrese, così scriveva nel 1904: " Davanti a tanta magnificenza di ricordi storici il compito della nuova Italia doveva essere chiara e definita;come il meglio delle nostre forze militari è raccolta nelle valli padane, dove più imminente è il pericolo, così il fiore delle energie e della intelligenza archeologica avrebbe dovuto essere destinato alla Magna Grecia. Disgraziatamente non fu così... ... Ma per la Calabria 1860 in qua nulla si è fatto;
e se ad essa si fossero dedicate annualmente anche somme modeste, i risultati avrebbero superato di gran lunga la spesa e l'aspettativa. lo non può indagare, se sia mancato un programma organico oppure sia mancato quello che come il nerbo della guerra,è anche l'anima di ogni ben ordinata impresa archeologica: il denaro" (P.ORSI Tre lustri di scoperte archeologiche nei Brutti, atti del Cong. Int. di Scienze storiche, Roma 1904, p.197)
Le parole dell'Orsi sono, purtroppo, ancora attuali, specialmente per quanto riguarda La salvaguardia e la fruizione dei beni archeologici.
Il Bene Culturale radicato nei luoghi in cui insiste (CINTA MURARIA), può e deve radicarsi anche nella coscienza della popolazioni che ne è a volte inconsapevole, conservatrice e ne può diventare fruitrice in questo modo si avvia anche un importante opera di recupero delle radici storiche, cosa estremamente significativa' in momenti dove, al contrario, vi è la tendenza insita nella società in evoluzione, a disgregare gli elementi originarie.

Comune di Umbriatico

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